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A cura di Federico Giani e Chiara Nuzzi
Opening 13.04.2026
15.04.2026
10.07.2026
Fondazione Arnaldo Pomodoro e Fondazione ICA Milano presentano Dancing at the Edge of the World, mostra collettiva che riunisce i cinque artisti finalisti dell’VIII edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: Bronwyn Katz, Dan Lie, Yu Ji, Trương Công Tùng e Luana Vitra.
La mostra segna un momento centrale del percorso del Premio e offre al pubblico uno sguardo sulle più attuali direzioni della ricerca scultorea internazionale.
Istituito nel 2006 per volontà di Arnaldo Pomodoro, il Premio è tra i pochi – in Italia e all’estero – dedicati nello specifico alla scultura. Ogni edizione agisce come un osservatorio rivolto al panorama internazionale, individuando quelle artiste e quegli artisti di età compresa tra i 25 e i 45 anni la cui ricerca individuale esprime un contributo significativo rispetto alle riflessioni in corso sulle pratiche e sull’idea stessa di scultura nella contemporaneità.
A partire da quest’anno, grazie al prezioso contributo di Venini, il premio in denaro passa da 10.000 a 30.000 euro, rafforzando così il sostegno del Premio alla ricerca e alla sperimentazione dell’artista che vincerà l'ottava edizione, ricevendo inoltre una targa commemorativa appositamente realizzata da Venini.
La mostra dei finalisti realizza un momento di confronto e produzione in cui nuove opere, concepite appositamente per questa occasione, dialogano con lo spazio di Fondazione ICA Milano assumendolo come parte attiva del processo creativo. La scultura emerge così come campo aperto di ricerca critica, sensibile alle trasformazioni culturali, ecologiche e sociali del presente.
Affermano i curatori Federico Giani e Chiara Nuzzi:
«Il progetto curatoriale prende il titolo dall’omonima raccolta di saggi di Ursula K. Le Guin (1989), nella quale l’autrice invita a immaginare prospettive alternative e a considerare l’immaginazione come strumento politico e sociale generativo. Muovendo da questa matrice teorica, la mostra affronta alcune delle questioni più urgenti del contemporaneo — la decentralizzazione dell’azione umana, la dimensione ecologica, la contrazione dell’orizzonte futuro — proponendo incursioni in territori di possibilità che ridefiniscono il rapporto tra corpi, materia e ambiente».
In questo contesto la scultura si manifesta come entità viva e in continua trasformazione: non oggetto statico, ma intervento critico e visionario capace di riformulare le relazioni tra umano e non umano, naturale e artificiale, tempo e spazio. Sebbene la figura umana sia quasi del tutto assente, le opere interrogano profondamente l’esperienza incarnata dell’esistenza e le molteplici forze — naturali, ambientali, climatiche, architettoniche, politiche e tecnologiche — che ne determinano le condizioni. Come osserva Anne Reeve, Presidente della Giuria del Premio: le ricerche qui proposte delineano un nuovo biomorfismo, una morfologia del corpo capace di abitare la dissoluzione di confini fisici e temporali.
La pratica di Bronwyn Katz utilizza i materiali come vettori di memoria e conoscenza, esplorando la convergenza tra corpo umano e geologia. Luana Vitra indaga la soggettività dei minerali attraverso installazioni in cui ceramica, carbone e metalli generano tensioni dinamiche e simboliche. Le opere di Yu Ji — tra video, stampa e scultura — compongono un organismo unitario che mette in crisi l’atemporalità del materiale, rivelando modalità sensibili di abitare il mondo attraverso tempo, spazio e movimento. Dan Lie costruisce ecosistemi espositivi in cui presenze non umane diventano co-autrici dell’opera, aprendo riflessioni su memoria, lutto e interdipendenza. Trương Công Tùng introduce il percorso espositivo con un lavoro che sintetizza poeticamente le tensioni della mostra, immergendo il visitatore in un universo in cui temporalità e dimensioni si compenetrano.
Aggiungono i curatori:
«Le opere rispondono direttamente all’architettura di Fondazione ICA Milano, che diventa co-creatrice del progetto. Installazioni e materiali si sviluppano attraverso processi organici e relazioni reciproche che trasformano continuamente lo spazio espositivo, affermando una concezione della scultura come pratica dinamica e relazionale, in costante evoluzione».
Attraverso la pluralità delle ricerche presentate, Dancing at the Edge of the World invita il pubblico a riconoscere un mondo interconnesso e in trasformazione, stimolando nuovi modi di percepire e comprendere le geografie contemporanee. La mostra, arricchita da una pubblicazione edita da Lenz Press in uscita a maggio 2026, conferma così la missione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: sostenere una ricerca capace di esplorare nuove frontiere concettuali e relazionali, promuovendo il dialogo tra sperimentazione artistica e riflessione critica.
Parallelamente, il progetto riafferma il ruolo di Fondazione ICA Milano come spazio di confronto e produzione culturale, in cui pratiche artistiche contemporanee trovano un contesto aperto alla ricerca, alla collaborazione e alla circolazione internazionale delle idee.
La sinergia tra le due Fondazioni rende possibile un dispositivo espositivo e curatoriale condiviso, in cui produzione artistica, visione istituzionale e ricerca si incontrano per sostenere nuove prospettive sulla scultura e sul suo rapporto con il presente.
Si ringraziano Venini, Main Partner della manifestazione, per il prezioso supporto al Premio e alla promozione dell’arte contemporanea, e IGPDecaux, che per la quarta edizione consecutiva è Media Partner del Premio.